Ripristiniamo la fertilità dei suoli salinizzati.
Il cuneo salino
Il cuneo salino è un fenomeno idrogeologico che si verifica quando l’acqua salata del mare penetra nel sottosuolo, contaminando le falde acquifere di acqua dolce.
Nelle aree costiere, dove l’equilibrio tra acqua dolce e acqua marina è particolarmente fragile, la riduzione della portata dei fiumi o l’eccessivo prelievo di acqua dai pozzi può far sì che la pressione dell’acqua dolce non riesca più a contrastare quella del mare, permettendo qui all’acqua salata (più densa) di risalire verso l’interno creando un’intrusione a forma di cuneo.
Le cause sono sia naturali, come la siccità e l’innalzamento del livello del mare, sia antropiche, legate alle attività umane.
Tra queste ultime, incidono in modo determinante:
- il prelievo eccessivo di acqua sotterranea;
- la cementificazione e l’urbanizzazione, che riducono la ricarica naturale delle falde;
- la gestione irrigua non sostenibile e lo sfruttamento intensivo dei suoli agricoli.
Gli effetti sull'agricoltura
Nelle zone agricole costiere il cuneo salino rappresenta una minaccia concreta per la produttività e la qualità dei suoli. L’aumento della salinità provoca la perdita di sostanza organica e di porosità del terreno, riduce la capacità delle piante di assorbire acqua e nutrienti e causa un intenso stress fisiologico che rallenta la crescita e compromette le rese produttive.
Le colture più colpite sono le orticole e le piante a foglia giovane, che vengono raccolte nei primi 30 giorni dalla semina e che sono ad alto valore commerciale. In casi estremi, la risalita salina può estendersi per decine di chilometri nell’entroterra, compromettendo aree di elevata vocazione agricola e generando gravi ripercussioni economiche.
Nel Delta del Po e nelle aree costiere venete la situazione è particolarmente critica: la salinizzazione interessa migliaia di ettari di territorio agricolo regionale. Il fenomeno è aggravato dai cambiamenti climatici, dagli eventi siccitosi e dall’abbassamento progressivo del suolo dovuto alla subsidenza.
Il contesto climatico e territoriale
Negli ultimi anni la siccità che ha colpito l’Italia e in particolare il bacino del Po, ha determinato una significativa riduzione delle portate fluviali. Il Po, asse vitale per le attività agricole del Nord, ha registrato livelli eccezionalmente bassi che hanno favorito la risalita del cuneo salino per oltre trenta chilometri nell’entroterra.
L’anno più critico è stato il 2022, quando la carenza prolungata di precipitazioni e le elevate temperature hanno accentuato gli effetti del cambiamento climatico, mettendo in crisi interi sistemi agricoli.
Questo scenario ha evidenziato quanto la sicurezza alimentare, obiettivo chiave dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, sia strettamente connessa alla tutela delle risorse idriche e del suolo.
L’agricoltura costiera, che contribuisce in modo determinante alla produzione orticola nazionale, si trova oggi a operare in un equilibrio sempre più precario. L’avanzamento del cuneo salino rappresenta una minaccia diretta alla fertilità dei terreni e alla produttività delle colture, con ripercussioni economiche e ambientali di ampia portata. In molte aree del Delta del Po la salinizzazione dei suoli sta già compromettendo intere superfici coltivabili, rendendo urgente l’adozione di strategie di mitigazione efficaci e sostenibili.
Il progetto Innovasal-Ortsoil
Per contrastare questo fenomeno, nasce InnovaSAL-ORTSOIL, un progetto finanziato dalla Regione del Veneto nell’ambito del Complemento Regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 (intervento SRG01 – PEI AGRI).
Il progetto, della durata di 30 mesi, coinvolge un partenariato pubblico-privato composto da Agrifiliera, Università di Padova (DAFNAE), Società Agricola Quaggio Francesco e Figli S.S. e Impresa Verde Rovigo Srl.
L’obiettivo è preservare e ripristinare la fertilità dei suoli interessati dal cuneo salino, sviluppando tecniche innovative e sostenibili applicabili in orticoltura, con particolare attenzione alla coltivazione della rucola (Eruca vesicaria L.).
Partner del progetto
Coordina il progetto e le attività tra i partner, con competenze in agricoltura di precisione e gestione sostenibile delle risorse.
Fornisce il supporto scientifico e coordina la sperimentazione agronomica e microbiologica.
Azienda pilota di Chioggia specializzata in orticole baby-leaf, ospita le prove sperimentali del progetto.
Cura comunicazione, formazione e divulgazione dei risultati sul territorio agricolo.
Cura comunicazione, formazione e divulgazione dei risultati sul territorio agricolo.
L’innovazione: microrganismi e condizionatori del suolo
Il cuore innovativo di InnovaSAL-ORTSOIL risiede nell’integrazione di pratiche microbiologiche e agronomiche per mitigare gli effetti della salinità.
Il progetto prevede l’impiego di consorzi microbici EM (microrganismi effettivi), comunità di batteri e funghi benefici già selezionati per applicazioni agronomiche, e di condizionatori del suolo a base di ossidi di calcio, magnesio e acidi carbossilici a basso peso molecolare.
Queste sostanze:
- migliorano la struttura fisica del terreno, aumentandone porosità e capacità di trattenere acqua;
- proteggono l’apparato radicale dagli eccessi di salinità;
- favoriscono l’assorbimento dei nutrienti e il recupero della fertilità biologica.
Si tratta di una strategia ecocompatibile, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, che riduce la dipendenza da input chimici e promuove la gestione sostenibile delle risorse naturali.
Benefici attesi
Attraverso la sperimentazione e il dialogo costante tra il mondo scientifico e quello agricolo, InnovaSAL-ORTSOIL si propone di generare benefici tangibili per l’ambiente, le imprese e il territorio.
L’obiettivo principale è ripristinare la produttività dei suoli interessati da salinità moderata, restituendo vitalità a terreni che possono ancora offrire buone prospettive di coltivazione se gestiti con tecniche appropriate. Il recupero della fertilità fisica e biologica del suolo permetterà alle colture di tornare a crescere in condizioni più equilibrate, migliorando al tempo stesso la qualità delle acque e dell’ecosistema agrario.
Parallelamente, il progetto punta a sviluppare modelli di gestione sostenibile per l’orticoltura veneta, capaci di coniugare innovazione e rispetto dell’ambiente. Le pratiche sperimentate, basate sull’uso di microrganismi benefici e condizionatori del suolo, potranno essere applicate non solo alle colture testate ma anche estese ad altri contesti produttivi, diventando un riferimento per l’agricoltura regionale.
Un ulteriore risultato atteso è il rafforzamento delle competenze degli agricoltori: grazie ad attività di formazione, divulgazione e confronto diretto con i ricercatori, le imprese coinvolte potranno acquisire conoscenze tecniche avanzate e strumenti per gestire in modo più efficiente le risorse idriche e i suoli.
Verso un’agricoltura resiliente
InnovaSAL-ORTSOIL rappresenta un passo decisivo verso un’agricoltura più resiliente ai cambiamenti climatici, capace di tutelare le risorse naturali senza rinunciare alla competitività economica.
È un esempio concreto di come la ricerca scientifica, la pratica agricola e la tutela ambientale possano convergere per costruire un futuro sostenibile per i suoli costieri del Veneto, restituendo equilibrio e produttività a un territorio prezioso ma fragile.